"Le case con gli occhi verdi"

frattaruolo

«Intanto strofiniamo parole
Il fuoco primitivo
ci brucia le dita e la lingua
Lasciamo che scoppiettino nel burro le paure
e si aprano a fiore le cattive intenzioni
Ignoro il tempo e il modo
in cui bruceranno
se saranno fiamme dell’inferno
o brace delle costine della domenica
Apriamo la busta di pop corn
e godiamoci
nello spettacolo della vita»

Curatissima anche nella veste grafica, questa plaquette di Rosanna Frattaruolo -affidata a un editore che è garanzia di qualità, Babbomorto– riesce nell’intento di tradurre “la nomenclatura chimica degli umori” in immagini quotidiane sottratte alla quotidianità e trasformate in allucinazioni, come in un quadro surrealista. Ironica ma anche lacerante, Rosanna Frattaruolo esprime un’esigenza di sogno, un’esigenza combattiva di coltivare l’altrove:

«e se gli occhi non posso chiudere
allora li cavo e scavo
fino all’orbita»

Inoltre esprime una passionalità scarnificata, come in questi versi:

«è sul ring che mi vuole
non preda ma arpia
diseducata all’amore
mal educata dall’amore»

o in questi:

«ci siamo seduti così vicini
che gli occhi non ci servivano più
stavamo parlando con dio
e contro dio
e non lo sapevamo»

o infine in questi:

«un paio di volte
ti ho preso le misure come un sarto
per capire come mi avrebbe vestita il tuo corpo

ho scucito tutti gli orli»

Ma Rosanna è capace anche di un profondissimo disincanto:

«la fiaba si ferma all’apparenza e ci spaventa
non si ascolta mai la versione del lupo»

È una poesia secca ma dalle smisurate visioni quella di Rosanna Frattaruolo, una poesia che ci fa pensare al romanticismo e alla smisurata realtà di Cortázar -del Cortázar poeta- o alle favole disincantate e metafisiche di Charms. È anche una poesia a suo modo sapienziale, che denota una conoscenza e un’esperienza dell’animo umano vissuta con amarezza e leggerezza -come diceva Nietzsche: si deve essere superficiali per profondità– Una poesia salvifica infine, che permette all’autrice di affermare con orgoglio:

«Mi salvo dalla mania
di conservazione del pensiero»