Sonia Caporossi, Da che verso stai?

Anna Maria Curci recensisce su Poetarum Silva l’opera critica di Sonia Caporossi Da che verso stai?

Poetarum Silva

Sonia Caporossi, Da che verso stai? Indagine sulle scritture che vanno e non vanno a capo in Italia, oggi. Postfazione di Enzo Campi, Marco Saya Edizioni 2017

Di che cosa si occupa la critica? Quale è la sua funzione, quali sono gli ambiti di ‘esercizio’? I saggi di Sonia Caporossi qui raccolti entrano subito in medias res e sgombrano il campo – prendendoli di petto con le armi, da altri buttate al macero o lasciate ad arrugginire, del «principio di ragione» – da qualsiasi tentazione a indugiare sia in lamentazioni di prefiche (al grido di “La critica letteraria è morta!”), sia da procedimenti che poco o nulla hanno a che fare con la critica. L’intento comune a tutti i contributi è chiarito fin dall’introduzione: l’approccio al testo letterario, il metodo ermeneutico che possa dirsi veramente tale, la critica vera e propria, ancorché – come vedremo più avanti – programmaticamente…

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Le scomode verità di Nicola Vacca.

Ciò che accomuna Nicola Vacca e Christian Tito è il coraggio. Il coraggio di Christian Tito nel suo documentario sull’Ilva; il coraggio di coltivare e omaggiare l’amicizia di un poeta emarginato come Luigi Di Ruscio. E il coraggio, in Nicola Vacca, di tracciare profili critici disallineati, non pacificati, senza peli sulla lingua. L’incontro fra i due è un bell’incontro. E questa ne è la testimonianza.

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di Christian Tito

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Tutto ciò che è vero non è mai inutile
anche se l’audacia umana
si risolve nella sconfitta:
allora conducimi alla ricerca
di un viaggio che è pellegrinaggio dell’anima,
peregrinazione del pensiero
nella consapevole abitudine del dramma.
La ragione non apre più varchi,
questo tempo nudo d’idee
massacra il linguaggio della creazione
la violenza è in tutte le cose del mondo.
La caccia continua, l’assenza di questi giorni indecisi
si annulla nei luoghi deserti di una lunga attesa,
le parole da sempre taciute
continuano ad essere mormorate in silenzio;
l’agonia del tempo dilapida
la sorte irreversibile di questo cieco cammino.
Ma l’anima non si arrende
al saccheggio della morte eterna
anche se la misura della perdita
non sarà mai colma.
Perché è proprio tra la gioia e il dolore,
tra il presente e il passato
che devo disperarmi nella speranza
sperare nella disperazione

se immane sarà la perdita

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