La bellezza

de stael agrigente

S’allontanavano Eva ed Adamo,
le porte dell’Eden alle loro spalle
s’erano richiuse,
ma dappertutto li seguiva il profumo
di quelle erbe impreziosite dalla pioggia,
l’odore della felicità ignara,
troppo perfetta perché potessero non incrinarla.
Forse non era stata colpa loro:
la Bellezza s’era raccolta in sé, a protezione di se stessa.
Era troppo paurosa,
troppo fragile per vivere:
e avviluppata nelle sue nevrosi li aveva cacciati,
dando loro un rimorso perché non tornassero più.
Pure, chiusa nella sua sfera di troppa solitudine,
ella ne aveva incrinato il vetro
e li tormentava, a volte, colla sua voce,
pronta a ritrarsi, per paura, se rispondevano.
Forse la porta dell’Eden non s’era mai chiusa del tutto,
forse era rimasta accostata in attesa che tornassero
e lasciava trapelare quel profumo:
ma, trattenuti dal loro rimorso,
Eva ed Adamo non tornarono più.

8 pensieri riguardo “La bellezza”

  1. No… t’assicuro che a volte, per strani, inspiegabili combinazioni, Eva e Adamo tornano in quel giardino, facendo provvista di Bellezza…

    P.s.
    Splendido post!

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