203 // PORTOFRANCO 15 // Emilio Ferro. Addio cara Ventimiglia

Peripli // Post Scriptum

Pubblichiamo oggi per Portofranco una poesia e una testimonianza di Emilio Ferro, che si definisce un “profugo d’Africa” e “italiano di Tunisi”, ponendoci di fronte a una riflessione sui percorsi personali e collettivi, sui flussi e riflussi migratori transnazionali, sulle maree della storia, sulla precarietà della bilancia mediterranea, sull’alternanza delle battigie toccate con piede esiliato dalla necessità.

G. Asmundo

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Addio cara Ventimiglia

Addio cara Ventimiglia
mia amata terra elettiva,
hai lasciato gioie e ferite
sulla mia vita ed i ricordi,
da te ho lasciato lacrime
e sorrisi, risate sguaiate,
abbracci e baci infuocati,
da te ho lasciato l’ombra
appena accennata di poesie,
mai scritte né mai declamate,
da te le tracce dei miei passi
sui marciapiedi sulla battigia,
sul ponte sul Roia sui sassi.
Addio Ventimiglia cara,
addio all’ombra del corsaro nero,
la battaglia dei fiori, il tuo mistero
che ha attraversato i millenni,
cuore pulsante intemelio di terre

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