Polifonia di porci

chagall_

(a Ilaria Seclì)

Cuesta merda de la vita, ripetono; Cuesta merda de l’Eurozona, yo ti dico; Cueste potense mundiale, yo ti dico, ché son mundiale, dicono voci mischiate di vento; Ha investito due miliardi di dollari, due milioni, yo ti dico, esto cazzo de gobierno, voci impastate di alcool; Abdallah, Abdallah, e ridono; e le campane della chiesa scattano improvvise; Cra, cra fanno gli uccelli, e le campane girano allegre; Donkey, Donkey, si sente; El gobierno revolucionario; da un cellulare parte, forte, una canzone araba; da una libreria vuota parte, assurda, una canzone di Brassens; le campane roteano come un martello sulla strada vuota; Anche Mussolini era forte scandisce una voce sempre più ubriaca, ma le campane sono più forti; passano due macchine; sono registrate, le campane, non sono campane vere, è un altoparlante; La historia la cambia… grida ridendo una voce che la historia ha lasciato sulla strada; Vattene a fanculo, America; la canzone araba si fa largo fra le campane; si spegne la canzone di Brassens; per strada non ci sono più gli uccelli; No, yo sono un artisto! grida una voce stonando; le chiome degli alberi sono tagliate quadre, non sono buone per riparare gli uccelli; ma per le campane registrate, e le macchine, e la polifonia dei porci del mondo.

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