Giorgio Galli sulla “Sposa nera” di Ilaria Seclì

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Libro arduo e stregante, La sposa nera (Novi Ligure, Edizioni Joker, 2016) ha radici piantate nell’umanità più segreta dell’autrice, va a fondo nei miti e nelle ossessioni che governano il suo modo ferito di sentire il mondo. Si ha pudore ad entrare in un terreno così oscuro e intenso, anche se l’autrice stessa lo ha rovesciato sul tavolo nel suo modo impavido. E’ una raccolta di poesie che tende al poema, un libro che va ascoltato prima che “compreso”.  Artista di aria e d’acqua, del confine tra parole e cose e tra le parole e il silenzio; poetessa di un universo significante che esplora il confine con l’altro da sé, con l’assenza di significati, col silenzio e il rumore del mondo; sempre sul punto di lacerare il confine fra arte e vita, Ilaria Seclì qui ci accoglie con una citazione di Joe Bousquet, mostrando la volontà di scendere nel dolore…

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