La casa dei ricchi

(Su Postpopuli del 17 maggio 2014)

Casa-dei-ricchi-255x170La casa arancione al numero 3 di Via Regina Margherita era di proprietà della banca. Un’estate, avrò avuto cinque anni, mio padre mi portava al mare in bicicletta, e passavamo sotto il ponte della ferrovia, un buco di sottopassaggio dove per entrare dovevi abbassare la testa: ogni volta infatti mio padre mi ordinava: “Bbasse la cocce”, che in dialetto vuol dire appunto “abbassa la testa”. Nella mia memoria quel ponte s’è impresso come “il ponte di ‘bbasse la cocce“. Il nome vero non l’ho mai saputo.

Subito fuori dal sottopassaggio, appariva la casa arancione. Per un bambino delle case popolari era la residenza del Re, era Montecitorio, era il Colle. La chiamavano “la casa dei ricchi” perché era abitata da bancari. I bancari li odiavano tutti. In dialetto, li si chiamava addirittura “i banchieri”, per dire la gente ricca, quelli coi soldi. Ancora all’università, mi scappava di chiamare banchieri gl’impiegati di banca, suscitando l’ilarità in chi mi ascoltava.

Testo completo su Postpopuli

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