L’epopea del Diverso

(Su Postpopuli del 18 febbraio 2015, col titolo Alan Turing, omosessualità e discriminazione)

Ora tutti parlano di Alan Turing. Nel 1954, Turing si suicidò mangiando una mela avvelenata: amava la favola di Biancaneve, e negli ultimi anni camminava canticchiando la musica del film Disney. Volle morire così: una morte romantica per un uomo a cui il romanticismo fu negato.

Alan Turing era stato condannato per omosessualità nel 1951. Fu uno degli ultimi processi per omosessualità nel Regno Unito. Il Parlamento di Sua Maestà già discuteva dell’abrogazione del reato di omosessualità. Ma, fino al 1967, il Parlamento non abrogò questo reato, e continuò a perseguire -e condannare- persone omosessuali. Turing era convinto che la legge d’abrogazione sarebbe presto arrivata, gli sembrava illogico che non arrivasse, e per tutto il processo continuò a ripetere: “Non vedo nulla di malvagio nelle mie azioni”. Aveva ragione: non c’era nulla di malvagio. Ciononostante, il Parlamento di Sua Maestà non abrogò il reato, la legge non arrivò, Turing fu condannato. Tra la galera e la castrazione chimica, scelse la seconda. Il cervello continuò a lavorare, ma il corpo non era più il suo. Gli crebbero i seni. Debilitato, umiliato, Turing addentò la mela avvelenata. E se ne andò come l’uomo di una favola, se ne andò di nascosto com’era vissuto. Se ne andò come un personaggio di una favola e non come un uomo reale. Evidentemente non si sentiva di questo mondo.

Prima del film pochi conoscevano il suo nome; eppure erano stati lui e Von Neumann a creare ciò che oggi è il computer. Fu lui a creare il concetto di intelligenza artificiale. Noi viviamo nel mondo di Turing. Il computer da cui gli omofobi lanciano le loro invettive, nascosti dietro l’impunità degli avatar, è opera dell’omosessuale Turing.

Ma noi non solo viviamo nel mondo di Turing, forse viviamo anche grazie a Turing. Tra il 1974 e il 1995, documenti militari vennero desecretati, e dimostrarono che il Professor Turing, durante la guerra, era a capo del team di ricercatori che aveva decifrato il codice segreto dei nazisti, che aveva decriptato cioè le comunicazioni militari che i nazisti mandavano in codice con la loro macchina Enigma. Fu la Macchina di Turing a decifrare Enigma. Se oggi viviamo nel mondo di Turing, è perché, se Turing non avesse decifrato Enigma, la guerra sarebbe stata più lunga, e avrebbe avuto esito più incerto. Forse parleremmo tutti tedesco, se Turing non avesse decifrato Enigma.

Eppure, su quest’uomo fondamentale si stese una completa damnatio memoriae.

Testo completo su Postpopuli

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...