“Per difetto o supernova”, di Ilaria Seclì

“I cimiteri marini” una volta facevano pensare a Valéry; ma oggi, a chi crede che il mondo lo riguardi, fanno pensare a tutt’altro, anche in poesia. La bellezza salverà il mondo. Ma la bellezza, Ilaria, per chi è come te si paga con l’orrore.

le ragioni dell'acqua

Il viale si allontana su uno skateboard
il viso basso che lo guida ha ali
accende una sigaretta tra nero e nebbia.
Da quell’altezza e no che non si vede
la fine del viale. Al ritorno, il giorno dopo
una coppia e una bici, lividi agli occhi
conta accorta le monetine nel palmo
lui si avvicina al panificio sperando nell’esito
del getto, del dado, un numero buono e meno
tirchio, hanno la smorfia di un dolore
consumato, fedelissimo. Un’altra umanità
che per difetto ignora la storia della supernova
dire che siamo niente e niente dureremo
nella grande economia dell’universo
non si addice, non sta bene. Prova a dirlo.
Al ragazzo che sfida la notte e il freddo
a questi due che la storia macina, divora,
inghiotte con accanito zelo. Prova a dirlo.
Ai cimiteri marini ai piedi in cammino
verso quale patria, a chi rovista nei bidoni.
Prova a dirlo…

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