Il prigioniero

Reti, sbarre, cancelli
e stelle sui tetti dei palazzi.
Sono uscito a guardare la notte
ed a te notte io parlo, inebriato
dai tuoi sospiri sognanti d’estate,
da questa tua letizia che ravviva
le mie sorgenti che tornano a sgorgare,
dalla tua voluttà di vacanze e mezze maniche, quasi un sogno
d’amore, d’eros, d’adolescenza che corre fra le case.
Guardo le nuvole azzurre
e il silenzio dell’ora di cena
mentre passeggio solo su e giù per il cortile chiuso:
da qualche parte le grida dei compagni
festosi come bimbi dell’asilo…
Non li sento da qui. Ascolto la notte
di vento e d’acqua sorgiva
e d’aria fresca della primavera,
questa notte che non vale una persona
ma è questa notte ed io la sto guardando.

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