Armando Scaramucci, pittore dell’acqua e del fuoco

scaramucci(Su Postpopuli del 5 maggio 2013)

Ricordo una riflessione di Mario Soldati in Cinematografo. Gli artisti visivi, diceva, non sono bravi a usare le parole: si esprimono in un’altra lingua, fatta di armonie e di equilibri che non trovano un corrispettivo verbale, e chi usa le parole con maestria rischia a volte di non accorgersi che sta conversando con un vero artista.

In quest’intervista a Giovanni Agnoloni Armando Scaramucci usa parole scarne e dirette, ma mostra una consapevolezza precisa della propria pittura; il suo vero linguaggio è visivo, ma ciò che dice calza perfettamente la personalità che ha dato vita a quei quadri. Senza fare paragoni, il pensiero mi è corso alle lettere di Cezanne.

Testo completo su Postpopuli

 

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