Arno

I riflessi a strisce
della luna argentata
formano il gigantesco
organo dei ponti

Un pomeriggio ho visto
nubi grigio-giallognole
e cielo azzurro scuro
riflessi in quest’acque fangose

Un mattino, a primavera
il manto del sole panneggiava case e nuvole
era lastra di miele sul fiume

Ho traversato il ponte
in compagnia dell’eco
della tua voce murmure
nella memoria

Ho costeggiato il fiume
come fosse il tuo letto
ho nascosto il mio corpo
dove i migranti s’asciugano al sole

Eravamo soli
come nessuno al mondo
mentre i nostri pensieri
si parlavano

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